a
storia della sua erezione sembra avere del leggendario se
non ci fossero i documenti ad attestarcene la verità.
Sei mesi dopo la morte del Poverello, nel marzo 1227, l’assisano
Simone di Pucciarello donava ai frati, che lo ricevevano per
il sommo pontefice Gregorio IX, il colle situato a ponente
della città, detto per la sua disposizione il colle
inferiore. La leggenda vuole che quel luogo, infamato dalle
esecuzioni patibolari, fosse scelto dallo stesso Francesco
come luogo di sepoltura; l’anno seguente, Monaldo di
Leonardo donava a sua volta la selva che ricopre il pendio
settentrionale del colle. Pochi giorni dopo, il 16 luglio
1228, Gregorio IX canonizzava S. Francesco e l’indomani
benediceva e deponeva sul luogo infame, ribattezzato “Colle
del paradiso”, la prima pietra della chiesa destinata
ad accogliere il sacro corpo.
La traslazione di questo avvenne il 25 maggio del 1230 e le
spoglie del Santo furono riposte in un sarcofago nella roccia
viva sotto l’altare maggiore. Erano occorsi due soli
anni per costruire sul ripido pendio la vasta cripta in cui
consiste la chiesa inferiore, e , dato che nel 1236 era terminato
il grande Crocifisso, di Giunta Pisano, destinato alla chiesa
superiore, e che nel 1239 era ugualmente portata a termine
la torre campanaria per la quale si fondevano già le
campane, è logico pensare che verso tale data era già
compiuta anche la chiesa superiore.
Dopo il maggio 1253, in seguito al “breve” di
Innocenzo IV , venuto a consacrare il Santuario , furono ripresi
i lavori di finitura della chiesa superiore.
Dal 1269 in poi, quando Assisi cominciò ad essere meta
di enormi turbe di pellegrini bramosi di acquistare l’indulgenza
del perdono, fu ampliato il transetto di ingresso e costruite
le cappelle laterali della chiesa inferiore.
Solo più tardi nel 1818, gli scavi autorizzati dal
Pontefice, anche all’interno della Chiesa, misero in
luce il sepolcro del Santo, situato sotto l’altare maggiore.
Il bisogno di dare alle spoglie finalmente ritrovate del Santo
una dimora degna della venerazione di cui era oggetto , condusse
alla costruzione di una cripta iniziata poco dopo il rinvenimento
della salma. Questa cripta fu aperta al pubblico nel 1824
col nome di “Tomba” per distinguerla da quella
che era stata la cripta primordiale. La Tomba fu scavata interamente
nella roccia sottostante alla Chiesa Inferiore. al di sopra
dell’altare eretto in questa Tomba si offre allo sguardo
dei fedeli un sarcofago di pietra spoglio di qualsiasi ornamento
in cui riposa la salma del Santo.
Fra il 1928 ed il 1932 furono eseguiti lavori di rinnovo sotto
la direzione dell’architetto Tarchi il quale rifece
la Tomba usando come materiale la stessa pietra calcare usata
per la costruzione della Basilica e ,come forma, uno stile
semplice ed austero noto sotto il nome di “stile Catacombale”.
Gherard Ruf
O.F.M.CONV