Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

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STORIA
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STORIA

La storia della sua erezione sembra avere del leggendario se non ci fossero i documenti ad attestarcene la verità.
Sei mesi dopo la morte del Poverello, nel marzo 1227, l’assisano Simone di Pucciarello donava ai frati, che lo ricevevano per il sommo pontefice Gregorio IX, il colle situato a ponente della città, detto per la sua disposizione il colle inferiore. La leggenda vuole che quel luogo, infamato dalle esecuzioni patibolari, fosse scelto dallo stesso Francesco come luogo di sepoltura; l’anno seguente, Monaldo di Leonardo donava a sua volta la selva che ricopre il pendio settentrionale del colle. Pochi giorni dopo, il 16 luglio 1228, Gregorio IX canonizzava S. Francesco e l’indomani benediceva e deponeva sul luogo infame, ribattezzato “Colle del paradiso”, la prima pietra della chiesa destinata ad accogliere il sacro corpo.
La traslazione di questo avvenne il 25 maggio del 1230 e le spoglie del Santo furono riposte in un sarcofago nella roccia viva sotto l’altare maggiore. Erano occorsi due soli anni per costruire sul ripido pendio la vasta cripta in cui consiste la chiesa inferiore, e , dato che nel 1236 era terminato il grande Crocifisso, di Giunta Pisano, destinato alla chiesa superiore, e che nel 1239 era ugualmente portata a termine la torre campanaria per la quale si fondevano già le campane, è logico pensare che verso tale data era già compiuta anche la chiesa superiore.
Dopo il maggio 1253, in seguito al “breve” di Innocenzo IV , venuto a consacrare il Santuario , furono ripresi i lavori di finitura della chiesa superiore.
Dal 1269 in poi, quando Assisi cominciò ad essere meta di enormi turbe di pellegrini bramosi di acquistare l’indulgenza del perdono, fu ampliato il transetto di ingresso e costruite le cappelle laterali della chiesa inferiore.
Solo più tardi nel 1818, gli scavi autorizzati dal Pontefice, anche all’interno della Chiesa, misero in luce il sepolcro del Santo, situato sotto l’altare maggiore. Il bisogno di dare alle spoglie finalmente ritrovate del Santo una dimora degna della venerazione di cui era oggetto , condusse alla costruzione di una cripta iniziata poco dopo il rinvenimento della salma. Questa cripta fu aperta al pubblico nel 1824 col nome di “Tomba” per distinguerla da quella che era stata la cripta primordiale. La Tomba fu scavata interamente nella roccia sottostante alla Chiesa Inferiore. al di sopra dell’altare eretto in questa Tomba si offre allo sguardo dei fedeli un sarcofago di pietra spoglio di qualsiasi ornamento in cui riposa la salma del Santo.
Fra il 1928 ed il 1932 furono eseguiti lavori di rinnovo sotto la direzione dell’architetto Tarchi il quale rifece la Tomba usando come materiale la stessa pietra calcare usata per la costruzione della Basilica e ,come forma, uno stile semplice ed austero noto sotto il nome di “stile Catacombale”.

Gherard Ruf
O.F.M.CONV



 
 



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